Mi presento

Nel 2001 ho iniziato il mio impegno politico con l'elezione nella Circoscrizione IV come consigliere e dopo 10 anni sono diventato Assessore all’Innovazione, Ambiente, Verde e Smart City del Comune di Torino.
In tutti questi anni il lavoro di squadra è stato il metodo con cui ho impostato il mio impegno, non solo con i colleghi consiglieri prima e con la giunta poi, ma anche e soprattutto con i tanti cittadini torinesi che ho incontrato.
I molti anni di scoutismo che ho alle spalle mi hanno lasciato un’eredità che cerco di applicare ogni giorno: rendere il mondo un posto migliore di come l’ho trovato. Su queste basi ho costruito il mio lavoro, sull’attenzione alla sostenibilità ambientale, ma impostata sulla crescita e sulle maggiori opportunità per tutti.
Io penso che amministrare oggi voglia dire soprattutto guardare al futuro, anche in un contesto locale e cittadino. Mobilità sostenibile, salvaguardia dell’ambiente (del terreno, dell’aria e dell’acqua), impiego delle fonti energetiche rinnovabili: su queste premesse questa amministrazione ed io abbiamo costruito la nostra politica.
In questi anni ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare il lavoro dei 3200 donne e uomini che hanno lavorato insieme a me per rendere la nostra Torino più sostenibile, più pulita, più bella.
È quello che sto facendo da 5 anni. E vorrei continuare a farlo.
Mi ricandido per fare sempre più grande la nostra città.


LA CITTÀ CHE VORREI

Una politica che abbia l’aspirazione di immaginare il futuro di una città importante come Torino, non può darsi un orizzonte temporale limitato.

Quando nel 2011 è iniziato il percorso dell’amministrazione Fassino l’obiettivo naturale verso cui misurare parte della mia azione amministrativa era il 2020, con tutte le scadenze in termini di impegni ambientali assunti con la carta di Parigi e con l’Europa.

Oggi sappiamo che molti degli impegni ambientali assunti per il 2020, fra cui la riduzione di CO2 in atmosfera del 20%, sono già stati raggiunti con 5 anni di anticipo. E se da un lato è giusto rallegrarsi per gli obiettivi conquistati, dall’altro viene il dubbio che forse l’obiettivo poteva persino essere più ambizioso: per questo dobbiamo porci sfide sempre più importanti. Torino lo merita e soprattutto ha le energie e le risorse per centrare gli obiettivi che si pone.

Il Partito Democratico sta lavorando alla piattaforma programmatica per il quinquennio 2016/2021. Il Sindaco Fassino mi ha chiesto di coordinare il tavolo di lavoro dedicato all’innovazione, che sarà ancora per i prossimi cinque anni uno dei tasselli fondamentali della politica cittadina. Quelle che seguono sono alcune idee di città che mi piacerebbe rientrassero nel programma del prossimo quinquennio.

UNA CITTÀ SEMPRE AL LAVORO

Crediamo che Torino debba continuare ad avere un futuro centrato sull’industria. Il passato industriale che ha innervato la storia e l’urbanistica della città è la base su cui costruire i prossimi anni.

Torino deve raccogliere la sfida olimpica e turistica che rappresenta la nuova vocazione terziaria della nostra città, ma deve anche reinventarsi un’anima industriale fondata su ricerca ed innovazione.

Torino ha già molte e ricche esperienze industriali innovative sul suo territorio.

Il progetto Smart City e l’innovativa esperienza del Living Lab, mostrano una città in grado di tramutarsi in un ente facilitatore pronta ad accogliere investimenti da parte di chi voglia scommettere sul futuro e voglia trovare un habitat economico e tecnologico fecondo. Voglio impegnarmi perché a Torino ci sia futuro per il lavoro e perché a Torino nasca il lavoro del futuro.

Al lavoro per il futuro, il futuro del lavoro.

UNA CITTÀ SANA E PULITA

Torino è, secondo Le Corbusier, la città con la posizione naturale più bella del mondo. In questi anni abbiamo fatto di tutto per rendere Torino più bella e pulita di quanto già non sia. Abbiamo piantumato nuovi alberi, creato nuovi parchi, contribuito con misure strutturali ed innovative a rendere l’aria di Torino sempre più pulita, perché sulla vivibilità di una città si gioca il bene più prezioso: la salute dei suoi cittadini.

In un panorama politico in cui si riservano sempre meno fondi alla sanità pubblica, la scelta più intelligente ci sembra investire nella prevenzione: una città sana e pulita aiuta la salute dei suoi cittadini. Nei prossimi anni voglio lavorare perché l’habitat città sia sempre più salubre per i torinesi: con l’adozione di una cultura degli spostamenti, del riscaldamento e dell’illuminazione, nuovi ed ecologici, possiamo tutti insieme rendere la città un posto più sano e bello in cui vivere.

Al lavoro per una Città della Salute

UNA CITTÀ SICURA E SOLIDALE

Torino ha una storia secolare di attenzione verso i più deboli. Don Bosco e il Cottolengo ieri, Sermig e Caritas oggi. Torino ha sempre cercato di non lasciare mai nessuno indietro.

Negli ultimi anni la grande sfida si è giocata tutta sulle periferie. Porzioni di città spesso abbandonate, spesso più povere del centro cittadino.

Nelle periferie Torino ha gettato le basi dei nuovi centri direzionali cittadini: prima il quadrante sud con la Città della Salute ed il nuovo palazzo della Regione, poi il quadrante nord, Barriera di Milano, Aurora. Proprio a nord si gioca la sfida dei prossimi anni: quella dell’innovazione. Abbiamo voluto investire sul territorio perché il territorio stesso creasse nuove energie ed opportunità, nuovo lavoro e nuova ricchezza. Rifiutiamo da sempre l’idea di una città che viaggi a velocità differenti, ma riteniamo che investimenti senza programmazione non siano lo strumento utile per rilanciare un territorio. La riqualificazione degli spazi industriali del territorio nord di Torino (Incet su tutti) testimonia l’idea di una città che vuole costruire il suo futuro sulle solide fondamenta del suo passato.

Torino: molti centri, una sola città

IL FILO VERDE CHE HA UNITO TORINO

La rivoluzione urbanistica delle Spine e del Passante ferroviario hanno ridisegnato il volto di Torino, ricucendo le antiche fratture. Il filo che ha unitoquelle porzioni di città separate dalle massicciate ferroviarie, ha un colore e questo colore è il verde.

I parchi che sono sorti sulle Spine sono il simbolo della Torino che sogniamo: quella che sa costruire il futuro sulle basi del suo passato. Il Parco Dora ed il Parco Peccei, inaugurati durante il mio mandato, nascono sulle fondamenta industriali del passato torinese: per il futuro vogliamo continuare a creare “verde” laddove le strutture del passato industriale hanno cessato le loro funzione. Vogliamo continuare ad investire sulle aree periurbane creando quella commistione virtuosa fra riutilizzo del suolo ed attività agricola: il progetto TOCC deve continuare a camminare.

Lo straordinario patrimonio verde della città di Torino, una delle città italiane con la più alta percentuale pro capite di metri quadri di verde (sono 24), è una ricchezza per noi tutti

Da Gran Torino a Green Torino: il futuro è verde

ABBIAMO FATTO LA DIFFERENZA

Torino non ha mai vissuto una crisi dei rifiuti. Il merito è sicuramente di un sistema e di un’azienda sana, ma anche dei cittadini che hanno a cuore il futuro della loro città. Da quando è entrato in funzione l’impianto di termovalorizzazione del Gerbido, Torino non ha più sversato rifiuti in discarica salvaguardando il suo prezioso territorio.

Nei quartieri dove è stata introdotta la raccolta differenziata “porta a porta” si sfiora ormai il 60% di rifiuti avviati al riciclo.

Ma il dato forse più importante è che il 90% del rifiuto differenziato viene effettivamente avviato al riciclo.

Per i prossimi cinque anni il mio obiettivo è incrementare questi risultati e continuare a mantenere intatto il primato torinese, un primato di efficienza che ci ha permesso anche di venire incontro alle necessità ed alle emergenze delle altre regioni. Nei prossimi anni, anche per venire incontro ai programmi europei, l’obiettivo è diminuire la quota pro capite di rifiuti prodotti portandola a 455 entro il 2020, aumentare la raccolta differenziata portandola stabilmente al 55% in tutti i quartieri, diminuire ancora la frazione di rifiuto da termovalorizzare arrivando ad almeno 120 kg, estendere la raccolta differenziata porta a porta ad altri quartieri.

Riciclare è proteggere il territorio.

IL FUTURO ABITA QUI

Torino ha nel dna la capacità di essere la casa del futuro: qui è nata l’auto, la tv, il telefono, l’industria del futuro. Torino deve essere il luogo più accogliente per costruire novità. Gli incubatori del Politecnico e dell’Università, il comparto aereo spaziale, le eccellenze locali, start up ed industrie dal passato radicato, sono solo alcuni degli elementi di un ecosistema pronto ad accogliere chi voglia investire su ricerca ed innovazione.

Cinque anni di programma Smart City hanno visto investire sul nostro territorio quasi cento milioni di euro, hanno visto la città riflettere su se stessa e scegliere tecnologia ed innovazione: dall’introduzione del Led all’estensione del teleriscaldamento, dal car al bike sharing. Il futuro della mobilità deve giocarsi sull’intermodalità: metropolitana, bicicletta, auto elettrica. Le 700 colonnine che già si stanno installando renderanno l’utilizzo dell’auto elettrica in città non solo possibile, ma conveniente. Perché vogliamo che siano le abitudini delle persone le fondamenta solide del futuro di Torino. In questi anni abbiamo sempre investito in riforme strutturali, non crediamo negli interventi spot ed una tantum.

Per il futuro voglio estendere la rete di teleriscaldamento ed aumentare il numero delle stazione di sharing in città.

We Share Future: condividere è la parola chiave del futuro.

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